Blog di bavaglio

Editto Bulgaro

Maggio 1st, 2008

La locuzione editto bulgaro (chiamato anche editto di Sofia, diktat bulgaro o ukase bulgaro), è utilizzata nel dibattito politico italiano per indicare la serie di vicende seguite a una dichiarazione rilasciata il 18 aprile 2002 dall’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, durante una conferenza stampa in occasione di una visita ufficiale a Sofia, dichiarazione ribattezzata poi, dal giornalista Simone Collini de L’Unità, "diktat bulgaro".

Nella dichiarazione, Berlusconi, denunciò quello che, a suo dire, era stato un «uso criminoso» della tv pubblica da parte dei giornalisti Biagi e Santoro e dell’ autore satirico Daniele Luttazzi, affermando successivamente che sarebbe stato «un preciso dovere della nuova dirigenza» RAI non permettere più il ripetersi di tali eventi.

L’affermazione venne interpretata dall’opposizione e da una parte dell’opinione pubblica, come un auspicio per l’allontamento dei tre dalla RAI; che lo fosse o meno, i tre effettivamente dopo poco non lavoreranno piu nella RAI alla quale solo Santoro e Biagi hanno fatto ritorno a diversi anni di distanza (Luttazzi è riapparso in RAI solo per una intervista invitato da Enzo Biagi nel suo ultimo programma televisivo RT).

Estratto da wikipedia/Editto bulgaro

Editto Bulgaro

« L’uso che Biagi, come si chiama quell’altro…? Santoro, ma l’altro… Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata coi soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere da parte della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga. »

Estratto da wikipedia/Editto bulgaro

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Berlusconi: Non c’è mai stato un Editto Bulgaro

"Non c’è mai stato un editto bulgaro
né ho mai detto che questi signori non dovevano fare televisione": con queste parole Silvio Berlusconi, dopo la morte di Enzo Biagi, torna sulle accuse di aver cacciato - quando era la governo - il grande giornalista dalla tv pubblica.

"Tutto e’ stato sconvolto - continua l’ex presidente del Consiglio - la verità è che io criticai, e la critica è ancora valida, come veniva usata la tv, soprattutto quella pubblica, pagata con i soldi di tutti e dissi che i dirigenti nuovi che verranno dovranno evitare che ciò si ripeta. Non c’era nessuna intenzione di far uscire dalla televisione e neppure di porre veti alla permanenza in tv di chicchessia. Quindi ancora una volta è stato tutto deformato dalla sinistra.

repubblica.it/Editto bulgaro

 

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Il caso Luttazzi

La sospensione del programma Satyricon, condotto da Daniele Luttazzi, avvenne nel dicembre 2002 e lo stesso venne sostituito con il programma Bulldozer, contenitore di esibizioni di diversi comici presentato da Federica Panicucci.

Come motivazioni ufficiali delle sospensioni dei programmi di Biagi e Luttazzi furono avocate necessità di revisione dei palinsesti per rendere la RAI competitiva nei confronti della concorrenza, che nelle stesse fasce orarie trasmetteva programmi di successo come Striscia la Notizia. Per quanto riguarda in particolare Satyricon la sospensione era inoltre giustificata, secondo alcuni, come conseguenza delle continue polemiche che avevano coinvolto la trasmissione: nel corso di una puntata Luttazzi aveva infatti annusato un paio di slip indossati dall’attrice Anna Falchi, ospite del programma, mentre in un’altra aveva simulato la coprofagia.

Secondo Luttazzi il vero motivo della sospensione della trasmissione da lui condotta andava, invece, ricercato nel fatto di aver ospitato nel corso di una delle puntate del programma, andata in onda nel corso della campagna elettorale per le elezioni politiche italiane del 2001, il giornalista Marco Travaglio il quale nel corso dell’intervista aveva, tra l’altro, presentato le tesi contenute nel proprio libro sull’origine ignota dei capitali con i quali Berlusconi aveva iniziato la sua attivita imprenditoriale. Daniele Luttazzi si riferisce alla vicenda, nei suoi pezzi che la riguardano, come "ukase bulgaro".

Satyricon è stata una trasmissione televisiva satirica, scritta e interpretata da Daniele Luttazzi, con la regia di Franza di Rosa. È andato in onda con cadenza settimanale (salvo sospensione-censura di una puntata) in seconda serata su Rai Due da gennaio a marzo 2001.

Uno degli episodi che ha fatto più discutere nella storia della Tv italiana, è stata l’intervista all’allora quasi sconosciuto giornalista Marco Travaglio.

Questi aveva da circa un mese pubblicato il libro L’odore dei soldi, scritto a quattro mani con Elio Veltri, in cui si riferiva di ciò che stava emergendo in quel momento in alcuni processi a carico di Marcello Dell’Utri (condannato poi in primo grado a nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa), e che riguardava anche l’origine delle fortune di Silvio Berlusconi, il candidato premier del centrodestra alle elezioni che si sarebbero tenute da li a due mesi. Riguardo al diritto di replica, Silvio Berlusconi non accettò l’invito di Luttazzi di comparire in trasmissione (invito presentato mesi prima dell’inizio del programma).

Nell’intervista Travaglio parla dei documenti processuali citati nel libro, che sollevavano dei dubbi su possibili rapporti di Berlusconi e Dell’Utri con la Mafia. Gli episodi più eclatanti oggetto delle discussione furono: la sconosciuta origine dei 113 miliardi ricevuti dalla Fininvest di Berlusconi tra il 1978 e il 1983 e che diedero una grande spinta alla sua carriera imprenditoriale, i sospetti di riciclaggio di denaro sporco della mafia nella Banca Rasini, della presenza del boss mafioso Vittorio Mangano nella casa di Berlusconi tra il 1974 e il 1976, le presunte dichiarazioni in cui tra il 1992 e il 1993 Berlusconi confidava di temere di essere accusato di essere mafioso.

Nell’intervista Travaglio rivolge anche delle critiche ai giornalisti italiani, in quanto "in Italia abbiamo inventato questo genere letterario dell’intervista senza domande, almeno quando il politico è l’ospite", e cita il caso dell’ultima video-intervista a Paolo Borsellino, registrata pochi giorni prima che venisse ucciso dalla mafia e che tutti i conduttori si erano rifiutati di trasmettere in prima serata. In questa intervista Borsellino parlava di Mangano, Dell’Utri e delle presunte partite di droga.

Si parla inoltre del Conflitto di interessi, citando di come Mediaset beneficiò della Legge Tremonti, e delle differenze tra l’Italia e l’Inghilterra quanto a conseguenze per i politici coinvolti in scandali giudiziari, citando il caso del dirigente Jonathan Atkin (in verità il dirigente si chiama Jonathan Aitken [27] [28]), finito in carcere e stroncato politicamente per aver mentito su chi avesse pagato un conto d’albergo di 3 milioni della figlia.

Estratto da wikipedia/Editto bulgaro

Parte 1

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Parte 2

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Parte 3

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Decameron è stato un programma televisivo satirico condotto da Daniele Luttazzi.

La trasmissione pareva aver segnato il ritorno di Luttazzi alla conduzione di un programma televisivo dopo il suo allontanamento dalla RAI in seguito al cosiddetto "editto bulgaro". Tuttavia dopo solo cinque puntate la trasmissione è stata sospesa a causa di una battuta che vedeva tra i protagonista anche Giuliano Ferrara (anche lui volto di La7).

Estratto da wikipedia/Decameron Luttazzi

Dopo l’Editto bulgaro

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Il caso Biagi

« Il presidente del Consiglio non trova niente di meglio che segnalare tre biechi individui: Santoro, Luttazzi e il sottoscritto. Quale sarebbe il reato? [...] Poi il presidente Berlusconi, siccome non intravede nei tre biechi personaggi pentimento e redenzione, lascerebbe intendere che dovrebbero togliere il disturbo. Signor presidente, dia disposizioni di procedere perché la mia età e il senso di rispetto che ho verso me stesso mi vietano di adeguarmi ai suoi desideri [...]. Sono ancora convinto che perfino in questa azienda (che come giustamente ricorda è di tutti, e quindi vorrà sentire tutte le opinioni) ci sia ancora spazio per la libertà di stampa; sta scritto - dia un’occhiata - nella Costituzione. Lavoro qui in Rai dal 1961, ed è la prima volta che un Presidente del Consiglio decide il palinsesto [...]. Cari telespettatori, questa potrebbe essere l’ultima puntata del Fatto. Dopo 814 trasmissioni, non è il caso di commemorarci. »

Estratto da wikipedia/Editto bulgaro

Enzo Biagi
Il Fatto, lettera a Berlusconi dopo l’editto bulgaro

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Il caso Santoro

La decisione di sospendere il programma Sciuscià e di non impiegare Michele Santoro nel palinsesto autunnale, venne adottata dopo la seduta del CdA RAI del 30 ottobre 2002, conseguentemente a un procedimento disciplinare interno aperto nei confronti del giornalista per i contenuti di due puntate delle sue trasmissioni: "Sciuscià Edizione Straordinaria" (24 maggio 2002) e un reportage di "Sciuscià" del 5 agosto 2002. Dal settembre 2002 la collaborazione di Santoro con la RAI fu sospesa e non più ripresa, e il programma venne sostituito da Excalibur condotto da Antonio Socci, accusato a sua volta di tenere una condotta faziosa di sostegno a Berlusconi e ostile nei confronti dell’opposizione; tale programma fu caratterizzato, per tutta la sua durata, da ascolti molto più bassi rispetto a quelli di Sciuscià.

Nel giugno 2003, relativamente alla causa di lavoro intentata dal giornalista, il tribunale di Roma emanò un’ordinanza in cui impose alla RAI un risarcimento a beneficio di Santoro e il riaffido a quest’ultimo della conduzione di un programma «di approfondimento giornalistico a puntate collocato in prima o in seconda serata con dotazione delle risorse umane, materiali e tecniche, idonee ad assicurare la buona riuscita di esso, in misura equivalente a quella praticata per i programmi precedenti», ordinanza mai recepita, neppure successivamente a un richiamo dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che invitava la RAI «al rispetto dei principi di pluralismo, obiettività, completezza ed imparzialità». La disputa tra la televisione pubblica italiana e Santoro si è protratta fino al 26 gennaio 2005.

Oltre ad un’estemporanea apparizione nella prima puntata del programma televisivo Rockpolitik condotto da Adriano Celentano Santoro ha poi ripreso l’attività di conduttore sulla RAI con il programma Anno zero andato in onda su Rai Due a partire dal 14 settembre 2006.

Estratto da wikipedia/Editto bulgaro

Michele Santoro vs Silvio Berlusconi

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RT Rotocalco Televisivo

RT Rotocalco Televisivo è un rotocalco televisivo (come dice il titolo stesso) settimanale italiano trasmesso in seconda serata su Raitre condotto da Enzo Biagi. La prima puntata è andata in onda il 22 aprile 2007 e l’ultima della prima edizione l’11 giugno 2007 per un totale di 7 puntate. Fu l’ultimo programma condotto in televisione da Biagi, rientrato in RAI dopo 5 anni dal cosiddetto Editto bulgaro.

La redazione di RT Rotocalco Televisivo è composta dagli stessi elementi della redazione de Il Fatto, suo precedente programma, con in più delle new entry.

Estratto da wikipedia/RT Rotocalco Televisivo

Enzo Biagi intervista Daniele Luttazzi - 30/04/07

Parte 1

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Parte 2

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"Per Biagi, Luttazzi e Travaglio non è mai stata portata alcuna accusa fondata: quanto affermato durante le loro trasmissioni non è mai stato contestato nella sostanza. In tutte le cause intentate contro di loro, i diversi giudici hanno riconosciuto che le loro affermazioni erano contingenti e tutte basate su fatti veri."

Estratto da wikipedia/Editto bulgaro

Altri video sull’Editto bulgaro

youtude/editto bulgaro

Approfondisci

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Tag  censura


Dirigenti rai richiamati per la vicenda Santoro

" intervento della corte dei conti "

I dirigenti della RAI Antonio Marano e Agostino Saccà hanno ricevuto dal Sostituto Procuratore Regionale della Corte dei Conti Angelo Canale un “invito a dedurre” sul mancato impiego, nel periodo dal 2002 al 2005 dei giornalisti Michele Santoro e Sandro Ruotolo.
Questa vicenda, per la quale la RAI è stata già condannata dal Tribunale del Lavoro a risarcire ai due giornalisti il danno professionale, è stata presa in esame dalla Procura della Corte dei Conti in seguito ad un esposto dell’avv. Domenico d’Amati, legale dei due giornalisti, come ipotesi di personale responsabilità dei due dirigenti RAI per danno erariale.
Marano e Saccà avranno 30 giorni di tempo per esporre le loro giustificazioni.
Se le loro difese non saranno ritenute soddisfacenti, la Procura della Corte dei Conti potrà citarli in giudizio al fine di ottenere la loro condanna al risarcimento del danno erariale.
La Procura della Corte dei Conti sta esaminando anche altre vicende di dipendenti della RAI, tra cui quella del giornalista Oliviero Beha, che recentemente ha ottenuto dal Tribunale di Roma la condanna dell’azienda a reintegrarlo nelle mansioni.

Roma, 17 marzo 2008

annozero.rai.it

pabi71/annozero

2 Responses to “Editto Bulgaro”

  1. SP

    Sempre più vicini ad un’informazione di regime…
    Quando apriremo gli occhi?

  2. bavaglio

    L’editto bulgaro è uno dei motivi principali che mi ha spinto ad aprire un blog http://www.pabi71.blogspot.com/
    assieme all’incazzatura sulla politica e sull’informazione…
    Adesso da poco ho deciso di dedicare proprio un sito con il blog solo a queste cose.

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